Luminara di Santa Croce festa Lucca processione affitto
Una processione di lumini rischiara la città di Lucca Lucca
Il 13 settembre si tiene a Lucca la processione che prende il nome di Luminara di Santa croce perché le vie percorse dal corteo sono piene di luce prodotta da migliaia di lumini in grado di creare una suggestiva ambientazione, abbracciando la città dalla Chiesa di San Frediano fino al Duomo. E’ la venerazione di un crocefisso ligneo che la leggenda vuole provenga dalla Terra Santa per opera di un monaco.
Ricrea una antica Fiera medioevale all’interno dei sotterranei delle mura di Lucca con l’intervento di artigiani, giocolieri, sbandieratori, musici; Palio del Balestrane fra le Compagnie Balestrieri di Lucca e quella di Massa Marittima.
Luminaria di Santa Croce
Il Settembre Lucchese è un'antica celebrazione della festa del Santo Patrono, il Volto Santo, ma è anche festa del popolo, che trascina con sè anche le tradizioni pagane collegate ai riti propiziatori della campagna. Per fiere e sagre affluivano verso la città già da tempi lontani le genti del contado e nell'occasione si facevano acquisti e si scambiavano merci, derrate, bestiame nei luoghi dei sobborghi e lungo le vie d'accesso presso le cortine delle mura urbane.
La festa della Santa Croce, chiamata dai Lucchesi la festa del Volto Santo, la statua arrivata miracolosamente a Lucca (secondo la leggenda) su un carro tirato da buoi, ha un carattere sacro ed insieme profano. E’ il centro di tutta una serie di manifestazioni che durano per tutto il mese di settembre : fiere e mercati, mostre e concerti, conferenze e la riunione annuale dei lucchesi nel mondo, tornati per l’occasione nella loro terra nativa.
La sera della vigilia di Santa Croce, una processione solenne chiamata "luminara" percorre le vie della città dalla chiesa di San Frediano fino alla cattedrale S.Martino. Vi partecipano tutti i rappresentanti delle parrocchie della diocesi, le autorità religiose, civili, politiche e militari, e un corteo storico in costumi d’epoca.
Per l’occasione la città è illuminata nelle vie del centro con centinaia di lumini di cera molto suggestivi che mettono in rilievo l’architettura delle case, delle chiese e dei monumenti.
Il giorno della Santa Croce, una messa solenne è celebrata in cattedrale e tutta la città è in festa. Una grande fiera e un mercato di bestiami attirano molte persone venute da tutta la provincia e dalle campagne.
La particolare enfasi con cui a Lucca si celebra la festa è dovuta al millenario culto del Volto Santo di Lucca, il grande crocifisso ligneo venerato nella cattedrale che ha finito per spodestare de facto i Patroni ufficiali della città, San Martino e San Paolino di Lucca. Simili occasioni non prevedevano, come nelle processioni tradizionali, il trasporto dell'immagine venerata, bensì un vero e proprio corteo di omaggio che si recava cerimonialmente di fronte all'Immagine.
La processione attuale è quindi l'ultima testimonianza di una antica usanza diffusa in tutte le maggiori città del medioevo in cui le popolazioni soggette si impegnavano, al momento della sottomissione, a portare un tributo di cera, in tempi in cui la cera d'api era un articolo di lusso; anche la quantità di cera veniva stabilita in genere nei patti di dedizione, a seconda delle possibilità dell'offerente. Tale offerta veniva presentata in forma solenne, una volta al'anno, alla festività del patrono della città egemone. Tale cera non veniva però subito accesa, ma conservata per provvedere all'illuminazione del simulacro per l'anno successivo.
Un simile cerimoniale ha origini antichissime, molto anteriori alla diffusione del cristianesimo; un classico esempio è la cerimonia della consegna del peplo alla fine della processione panatenaica, che si concludeva davanti al simulacro di Athena nel Partenone, sul' Acropoli di Atene
Le origini della festa sono anch'esse molto antiche; la prima menzione della data del 14 settembre come scadenza legale è del 1118. Intorno a questa data la ricorrenza divenne la principale della città. La partecipazione, fra i 14 ai 70 anni d'età, fu resa obbligatoria, e si cominciarono a fissare le obbligazioni delle comunità soggette. Alla fine del XIV secolo la processione aveva raggiunto una grande ricchezza; l'offerta della cera aveva scatenato una gara di prestigio e venivano portati in processione e appesi di fronte all'immagine, ancora nella cappella precedente all'attuale tempietto, veri e propri castelli costituiti da numerosissime candele, artisticamente disposte e decorate. Alcune cronache parlano di offerte complessive di tonnellate di cera
LA PROCESSIONE A LUCCA
La processione in Via Vittorio veneto La lunghissima teoria dei partecipanti segue il tradizionale percorso che uscendo dalla Basilica di San Frediano conduce alla cattedrale. Al momento in cui la testa della processione entra in Duomo la coda è ancora all'interno di San Frediano. Questo è il percorso:
piazza San Frediano,
via Fillungo
via Roma
piazza San Michele
via Vittorio Veneto
piazza Grande
piazza del Giglio
via del Duomo
piazza San Giovanni
piazza San Martino.
Alla processione intervengono tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi, ciascuna con in testa il simbolico cero-tributo (acceso). i parrocchiani che lo seguono portano generalmente ceri accesi a loro volta. Lungo tutto il percorso della processione le strutture architettoniche dei palazzi e delle case sono decorati con migliaia di bicchierini che contengono un lumino acceso. Tale tipo di decorazione, una volta molto comune, si conserva ormai usuale solo a Lucca e a Pisa per la festa Luminara di San Ranieri. Intercalate nel lunghissmo corteo sfilano anche bande muscali del circondario. I cori cantano una variante dell'inno detto Lodi alla SS. Croce.
Oltre alle parrocchie, sfila in processione tutto il clero della città e membri delle diocesi vicine o tradizionalmente presenti. Non essendo presente l'immagine venerata, il vero fulcro della processione è lo sfilamento dell'Arcivescovo della Diocesi, spesso insieme a vescovi di diocesi contigue, seguito dalle autorità cittadine. Come le autorità religiose sono precedute dalle rappresentanze delle parrocchie, così quelle civili sono seguite dalle rappresentanze delle associazioni laiche e civili, per poi passare a gruppi storici di figuranti in costume.
Volto Santo
Il Volto Santo si trova all'interno della Cattedrale in una cappella isolata nella navata sinistra eseguita da Matteo Civitali nel 1482.
Il Crocifisso misura m 2,24 x 2,65 ed è in legno di noce.
La leggenda racconta che venne scolpito da Nicodemo, aiutato dalla grazia divina, per tramandare le sembianze di Cristo. Nascosto fino al sec. VIII venne ritrovato dal vescovo Gualfredo grazie ad un sogno rivelatore. Il Crocifisso, messo su una barca a Joppe, navigò senza equipaggio per tutto il Mediterraneo sfuggendo anche agli assalti dei pirati nel porto di Luni, dove si era fermato. Si lasciò avvicinare dal vescovo di Lucca Giovanni I e venne trasportato in città nel 782.
Il Volto Santo fu veneratissimo fin dalla metà del sec. XI e Lucca divenne mèta di pellegrinaggi da ogni parte d'Europa. La sua effige divenne il simbolo della città tanto che fu posta sui sigilli dei cambisti e sulle monete. Il culto dette origine a derivazioni curiose come la Santa Kummernis dei paesi germanici, promessa sposa del re di Sicilia, che fu fatta crocifiggere dal padre perché le era cresciuta la barba e aveva così evitato il matrimonio (la santa proteggeva le donne che volevano liberarsi dei mariti).
Tornando al Volto Santo, per quanto riguarda la datazione, si esclude che possa risalire al sec. I, come vorrebbe la leggenda. Per ragioni stilistiche gli studiosi sono concordi nel situare l'opera intorno all'XI secolo, e comunque in ambito romanico. Non è escluso tuttavia che possa essere la copia di un esemplare forse dell'VIII secolo e siriaco, come indicherebbero i particolari somatici del volto (occhi sporgenti, barba bipartita) e la caratteristica veste a maniche lunghe, rara nei crocifissi italiani dell'epoca.
La leggenda è stata raffigurata dal pittore Amico Aspertini nella Cappella di S. Agostino all'interno della Basilica di S. Frediano.
La festa di Santa Croce
è l'evento tradizionale per antonomasia a Lucca. Viene celebrato il 14 settembre.
La sera del 13, giorno precedente, ha luogo la tradizionale processione in onore del Volto Santo, il Crocifisso ligneo venerato dai lucchesi e scolpito, secondo la leggenda, in un cedro del Libano da Nicodemo, al fine di tramandare le sembianze di Cristo. La solenne processione, a cui prendono parte, oltre alle autorità civili e religiose, anche i balestrieri vestiti con costumi medievali, e molti figuranti in costume, attraversa la città dove vengono spente tutte le luci elettriche rimanendo illuminata solo da lumini e candele poste sui davanzali delle case e sulle insegne dei negozi e arriva all'interno della cattedrale di S. Martino, dove è eseguito il "mottettone", una composizione sacra.
Secondo la tradizione, il 14 Settembre i cittadini lucchesi si dirigono verso il centro storico per fare visita alla cappella in cui è conservato il Volto Santo, in Cattedrale, e per pregare ai piedi della sacra effigie. I più devoti percorrono anche il giro delle sette chiese. Ma Santa Croce è anche una festa tradizionale fatta di folklore, fiere e mercati, tutti di antica origine: tra questi, la fiera del bestiame, a Monte S. Quirico, e la mostra degli uccelli, un tempo in Piazza del Carmine, oggi a Borgo Giannotti.
Informazioni Links utili Luminara:
Comune Lucca
Piazzale Verdi
55100 Lucca
Tel. 0583.442935
www.lucca.turismo.toscana.it
Sito Internet Ufficiale: http://www.comune.lucca.it
TEL.0583/4422 Centralino Comune di Lucca
suap@comune.lucca.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Esaltazione_della_Santa_Croce
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