Posate e argenteria di famiglia: quanto valgono e cosa farne

In moltissime case esiste un cassetto o una credenza con l’argenteria di famiglia: posate che non si usano più, un vassoio, un servizio da tè, candelabri ereditati. Oggetti spesso belli ma ingombranti, che restano riposti per anni. Pochi sanno che, oltre al valore affettivo, quell’argenteria può avere un valore concreto legato al metallo prezioso di cui è fatta.

Cosa rientra nell’argenteria

Sotto il nome di argenteria ricade una grande varietà di oggetti: posate e servizi, vassoi, teiere e servizi da tè o caffè, candelabri, cornici, vasellame, ciotole e centrotavola. Molti di questi pezzi sono realizzati in argento 800 o 925; altri, esteticamente simili, sono invece solo argentati. La differenza, come vedremo, è decisiva per il valore.

Massiccio o argentato: la distinzione che conta

L’argenteria massiccia è fatta interamente di lega d’argento; quella argentata ha solo un sottile rivestimento su un metallo comune. Sui pezzi massicci si trova il punzone del titolo (800, 925); su molti articoli argentati compaiono invece sigle come «silver plated», «EPNS» o simili, che indicano la placcatura. Un test rapido è la calamita: l’argento autentico non viene attratto, mentre molte basi degli oggetti placcati lo sono.

Anche rovinata, ammaccata o spaiata

Un timore frequente è che l’argenteria danneggiata non valga nulla. In realtà, dal punto di vista del metallo prezioso, lo stato estetico conta poco: posate spaiate, vassoi ammaccati, oggetti anneriti dal tempo o servizi incompleti conservano il loro valore intrinseco, perché ciò che si valuta è l’argento contenuto, non l’integrità dell’insieme. Non serve quindi lucidare o riordinare nulla prima di una valutazione.

Conservare o valorizzare?

Di fronte all’argenteria di famiglia le scelte sono essenzialmente due: conservarla per il suo valore affettivo o trasformarla in valore concreto. Nessuna delle due è sbagliata. Spesso, però, si tratta di pezzi destinati a restare inutilizzati per sempre: in questi casi valutarli ha senso, anche solo per sapere quanto valgono e decidere con consapevolezza, magari tenendo i pezzi a cui si è legati e valorizzando il resto.

Perché pesare insieme conviene

L’argenteria ha un vantaggio rispetto ai piccoli gioielli: spesso si tratta di oggetti di un certo peso. Raccogliere tutti i pezzi e farli valutare insieme permette di avere un quadro completo del valore complessivo, che può risultare più alto di quanto ci si aspetterebbe guardando il singolo oggetto. Posate, vassoi e servizi sommati tra loro raggiungono facilmente pesi significativi.

Attenzione ai manici appesantiti

Un dettaglio tecnico utile riguarda alcune posate, in particolare i coltelli, e certi candelabri: spesso hanno manici o basi “appesantiti”, riempiti internamente con materiali non preziosi per dare stabilità e bilanciamento. In questi casi non tutto il peso è argento: una valutazione corretta tiene conto solo del metallo prezioso effettivo, escludendo i riempimenti. È una delle ragioni per cui il peso letto su una bilancia di casa non corrisponde quasi mai al valore reale del pezzo.

Non serve preparare nulla

Molti, prima di una valutazione, si chiedono se sia il caso di lucidare l’argenteria o di ricomporre i servizi. Non è necessario: l’ossidazione si rimuove facilmente in fase di analisi e non incide sul valore, mentre lucidare in modo aggressivo rischia semmai di rovinare i pezzi. È sufficiente raccogliere tutto ciò che si possiede, anche gli oggetti spaiati o danneggiati, e portarlo così com’è: sarà l’operatore a occuparsi del resto.

A chi rivolgersi

Per capire quanto vale davvero l’argenteria, conviene rivolgersi a operatori specializzati che distinguano con sicurezza il massiccio dall’argentato e paghino sul peso effettivo del metallo. È possibile valutare le tue posate e la tua argenteria con una stima trasparente, eseguita pesando il solo metallo netto e applicando la quotazione del giorno. Così un servizio dimenticato in credenza può finalmente rivelare il suo valore reale.

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Sono uno scrittore e un giocatore, un buongustaio e un viaggiatore, un amante dei gatti e un fornaio dilettante.

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